sabato 14 novembre 2020

Is Cioffus - Bidda Mores - Scillaras (Sarroch/Capoterra)

Da qualche anno desideravo vedere il canyon di Is Cioffus nel territorio di Sarroch, ma ogni volta che proponevo l'escursione la risposta era sempre la stessa: "Non ci arrivi con la tua macchina, è una strada di me**a". Stavolta ho approfittato di una voce che girava di recente secondo la quale la strada sarebbe stata sistemata, quindi, anche considerato che l'auto che mi porta non è la mia, ho colto la palla al balzo.

Naturalmente le voci sono spesso infondate, e gli ultimi quattro chilometri fino all'attacco del trekking sono a dir poco problematici per un'utilitaria. In ogni caso siamo arrivati intatti alla fine della strada sulla diga Monte Nieddu e abbiamo parcheggiato in località Medau de Spagnolu. 

La direzione è  Nord Ovest. Seguiamo il letto asciutto del torrente Canale de Villa Moras giocando a "che pianta è questa?" e umiliandoci a vicenda quando la risposta non è corretta. E' certo tuttavia il motivo per il quale la collina alla nostra sinistra è detta punta Sa Carrubba, il territorio è infatti ricco di bei carrubi. Qui incontriamo anche pochi resti di una vecchia teleferica per il trasporto del legname e le prime pareti verticali che affiancano il letto del fiume.

Arriviamo in uno spiazzo sormontato da rocce rosse e grigie, in fondo al quale le alte pareti chiudono lo splendido canyon sul Riu Is Cioffus. Le strette murate verticali si aprono su un anfiteatro meraviglioso. Il sole accende di rosso l'alta parete di fondo creando uno splendido contrasto col verde della vegetazione sottostante e l'ombra proiettata dal canyon. Non voglio dire eresie, ma quella parete rossa che compare all'improvviso mi ha riportato con la mente a Petra. Dopo una breve sosta per ammirare in silenzio questo spazio meraviglioso (conosciuto a ragione come Gorropeddu del Sud) passiamo il torrente che scroscia scendendo gradini di pietra e ci addentriamo nel bosco.

In questo tratto la vegetazione è più rigogliosa, gradi ginepri (forse i più grandi che abbia mai visto) si alternano ai lecci secolari e ci accompagnano fino al valico di pietra verso Bidda Mores. Lasciamo il corso del torrente e saliamo seguendo una carrareccia bordata di corbezzoli carichi di frutti perfetti e deliziosi, ne approfittiamo senza esagerare ed arriviamo al punto più alto del percorso dove ci fermiamo per il pranzo. Qualche risata in compagnia poi inizia la discesa.

Anche su questo versante la vista è magnifica, in particolare le rocce di Meriggiu e Tiriaxeddu. Verso la fine della discesa incontriamo in prossimità del Canale Is Scillaras la strada che potrebbe essere un punto di partenza alternativo per questo anello, ma sulla percorribilità della quale non ho informazioni. Dovrebbe essere la stessa via che porta vicino ai resti dell'aereo DC-9 caduto nel '79. 

Seguendo il Canale Is Scillaras verso Sud incontriamo due delle tre "baracche" dei cacciatori viste lungo il cammino, ne approfittiamo per sederci a riposare qualche minuto, contenti di aver scelto il sabato per questo bel giro. La domenica questa zona pullula di doppiette, meglio evitare. Arriviamo alle macchine contenti, un po' d'apprensione per il tratto di strada dissestata che ci attende ma superato quello arriviamo sereni a casa, dove col sorriso preparo lo zaino per la nuova avventura dell'indomani. 


>>TRACCIATO DEL PERCORSO<<

Note: in piccoli tratti il GPS del tracciato ha fatto un salto, il sentiero però è evidente. In periodo di piogge è possibile si debbano trovare piccole varianti rispetto al tracciato




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