domenica 22 marzo 2020

Cagliari ai tempi del Coronavirus

Dopo qualche settimana dalla sospensione di qualsiasi attività escursionistica la nostalgia aumenta, così come il desiderio di calpestare un sentiero di montagna. 

Per chi come me deve continuare a lavorare, uscire di casa comporta una serie di emozioni contrastanti. Da un lato si prova apprensione, diffidenza e la volontà di rispettare le prescrizioni evitando ogni tipo di vicinanza o contatto con i concittadini. Per l'altro verso, vivendo da solo, uscire di casa riaccende la consapevolezza del fatto che esiste un mondo la fuori che è ancora vivo, sebbene dormiente.

Non potendo (o meglio non volendo per paura) utilizzare i mezzi pubblici, ogni giorno cammino da casa a lavoro percorrendo strade vuote. Poche volte incrocio qualcuno e se capita è come se fossimo poli coincidenti di un magnete che si respingono istintivamente senza uno sguardo né un saluto.

È difficile spiegare la sensazione di vuoto, percorrere 8/9 chilometri al giorno a piedi non è più una gioia, ma l'angosciosa attesa di un risveglio sociale, e di un trekking urbano in compagnia tra scherzi e risate.

Per questo motivo ho portato con me la GoPro ed ho filmato alcuni tratti del mio percorso, per mostrare a tutti Cagliari che aspetta, vuota, di tornare a vivere.

Ce la faremo.


giovedì 12 marzo 2020

Trekking esplorativo sulla "Via dell'Argento" - Burcei / San Vito




Approfitto dello stop all'attività escursionistica dovuto all'emergenza Coronavirus per rivivere virtualmente alcuni dei percorsi calpestati qualche settimana fa. Questo trekking esplorativo ci porta lungo il Rio Ollastu, al confine tra i territori di Burcei e San Vito. Il territorio è bello e varrebbe la pena approfondirne la conoscenza studiando un tracciato al di fuori delle strade più battute ma che resti fruibile anche nei periodi di piena.

Il punto di partenza è il ponte sul Rio Ollastu, presso Cuili S'Arcilloni, raggiungibile tramite una strada un po' dissestata che parte dalla SS125. Salendo sa Scala Su Cani inizia il primo tratto di circa 3Km tutto su strada sterrata, forse un po' monotono ma la buona compagnia ed i frequenti incontri con mucche e vitelli che ci guardano perplessi, ci conducono velocemente all'incrocio di Bau Cuili Mannu, dove lasciamo la strada e prendiamo il sentiero sulla destra. 

Dopo un chilometro gli evidenti scarti di lavorazioni minerarie ci spingono a salire lato strada per cercare testimonianze di insediamenti. Ci imbattiamo in un ingresso crollato della miniera davanti al quale si apre un profondissimo fornello non segnalato né protetto, raccomando a chiunque voglia seguire il percorso di evitare questo punto o di prestare la massima attenzione. Troveremo più avanti numerosi altri accessi al sottosuolo, probabilmente saggi minerari o vere e proprie gallerie. 

Dopo aver trovato alcuni ruderi avviluppati dalla vegetazione e cartelli che ci confermano la nostra posizione sulla "Via dell'Argento", guadiamo il torrente e ci fermiamo presso "Su Spidali" per ammirare le rovine di un caseggiato a due piani che, con tutta probabilità, era al servizio del sito minerario. La costruzione è di pregio, si vedono ancora i due camini, uno per piano, ma non resta nulla della struttura interna.

Da questo punto abbandoniamo la traccia trovata on line che ci avrebbe riportati sulla strada e decidiamo di seguire il fiume lungo il suo letto per circa 2Km, senza la certezza di restare asciutti. A parte qualche passaggio che richiede un po' di attenzione percorriamo in sicurezza un meraviglioso tratto tra roccia ed acqua trasparente che riflette il verde della natura circostante. 

Nel punto in cui il fiume forma un'ampia ansa nei pressi di Sa Corronada de su Ludu lasciamo il suo letto per ritrovarlo poco più avanti dopo aver valicato la lingua di rocce attorno alla quale scorre. Lo spettacolo dall'alto merita un po' di fatica. Ridiscesi fino all'acqua solo per risalire il versante opposto, troviamo subito il sentiero che corre sul lato della montagna a picco sulla forra scavata dal fiume. 

È un tratto molto suggestivo del percorso, tra pareti di roccia dalle sfumature rossastre e con un'atmosfera selvaggia in cui la cengia artificiale è l'unico segnale dell'intervento umano. Affascinati percorriamo la via per un buon tratto valutando la possibilità, per il futuro, di organizzare un percorso a staffetta.

Tornati sui nostri passi abbiamo ripreso l'anello passando per S'Arcu su Ludu de Cea Ollastu e tenendo la strada sterrata fino al suggestivo valico di Arcu Gruxi e chiudendo in scarico fino al parcheggio. 

Il bilancio della giornata è sicuramente positivo. Panorami favolosi, canyon suggestivi e natura rigogliosa invogliano a migliorare il tracciato eliminando le parti più noiose e valorizzando quelle più wild.




NB: Non consiglio di scegliere questo percorso in periodi di piena o in caso di pioggia.