lunedì 26 ottobre 2020

Foresta Corongia. Grutta de Perdu - Su Campanili - Is Breccas (Gadoni)

Frugando sui gruppi Facebook dedicati a trekking mi è capitato spesso di vedere foto di "Su Campanili" e quando un amico ha proposto una domenica in escursione a Foresta Corongia ho subito accettato, curioso di ammirare il pinnacolo di persona. Immaginavo una lunga e bella camminata in un bel bosco e l'affaccio sul monumento naturale, ma le mie aspettative sono state ampiamente superate dagli scorci meravigliosi e dalla natura rigogliosa e sorprendente delle montagne di Gadoni.

Siamo partiti da Madonna di Buzzoni, anche se avremmo potuto lasciare le auto un chilometro più avanti evitando il primo tratto a bastone su strada. Poco dopo la partenza si arriva ad un pianoro dal quale si apre la vista sull'ampia vallata sottostante, velata solo dalle fronde degli alberi. L'autunno si mostra in tutti i suoi colori e il foliage degli alberi macchia di giallo e rosso i verdi versanti che accompagnano il Flumendosa. Quella sensazione di gioia consapevole che generalmente arriva alla fine del trekking e la soddisfazione che deriva dall'aver scelto "il posto giusto", questa volta le proviamo quasi subito dopo la partenza.

Siamo esattamente sopra sa Grutta de Perdu, imbocchiamo un breve sentiero in discesa verso la vallata per vedere la grotta. E' una Stiddiosa in miniatura, dalla sommità lo stillicidio disegna una tenda di brillanti sull'ingresso, ci avviciniamo per constatare che la grotta è allagata.


Con tutta probabilità da qui sarebbe possibile proseguire verso la base della parete di Lattinazzu, tuttavia, a causa dell'acqua che rende il terreno poco praticabile, torniamo sui nostri passi verso la sommità della grotta e prendiamo da li il sentiero segnato da qualche omino. Un breve tratto sotto parete poi entriamo nel bosco che ci porta ad un altro sentiero più a valle che seguiamo fino a passare Riu Stolargiu. Lungo questo sentiero passiamo alcuni rivoli d'acqua (troppo piccoli anche per essere chiamati ruscelli) e incontriamo diverse aree umide e a tratti fangose. Il sottobosco si stringe sul sentiero che tuttavia resta facilmente percorribile.

Una volta rientrati sulla sterrata, presso funtana Biduladu invertiamo la marcia verso Nord Ovest salendo sulla sommità del dirupo Lattinazzu, una grande parete di roccia calcarea che strapiomba a valle per un centinaio di metri togliendo il fiato a chi si avventura verso il bordo. Percorrendo il limitare del precipizio troviamo finalmente due punti da cui ammirare il pinnacolo su Campanili, si tratta di due piccole cenge esposte e non consigliate a chi soffre di vertigini. 

La vista è spettacolare, esaltata forse da quel formicolio dato dall'altezza che un po' impressiona. Il pinnacolo di Su Campanili (nelle carte erroneamente riportato come su Campalini), svetta maestoso e un po' irriverente, sembra quasi fare un gestaccio a chi lo ammira per dire "non arriverai mai a toccarmi!".

Riluttanti ad abbandonare la zona camminiamo nel bosco parallelamente alla sterrata, che raggiungiamo prima della prossima deviazione programmata che ci porterà a sa Brecca de is Casteddos. Anche un semplice tratto di bosco qui non è mai banale, iniziamo a trovare i primi leccini e la cesta aumenta di peso. Troviamo splendidi agrifogli, i rari tassi (macabramente conosciuti come "alberi della morte"), edera rampicante con fusto dal diametro di mezzo metro, e i corbezzoli ricoperti di fiori e frutti sembrano quasi preannunciare il Natale.

Arrivati a Is Breccas (termine che sta ad indicare grotte, buchi nei muri, fessure tra rocce), lo spirito dell'esploratore ci costringe a dividerci per curiosare tra anfratti senza uscita, passaggi sotto roccia con scale nascoste che conducono a panorami imperdibili, vecchi rifugi dei pastori e piccoli canyon. Ci divertiamo come bambini, poi a malincuore riprendiamo la via del rientro. La cesta dei funghi è ormai piena, si spartisce prima di risalire in auto, così portiamo a casa un souvenir della splendida giornata.


>>TRACCIATO DEL PERCORSO<<

lunedì 19 ottobre 2020

Lungo la Ferrovia del Sulcis verso la miniera Rosas (Narcao)


Ancora una splendida domenica sui sentieri della Sardegna. Lasciamo le auto dopo il ponte sul Rio Mannu che divide i territori di Narcao e Nuxis, in prossimità della diga Bau Pressiu. Nella prima parte del cammino percorreremo il tratto più suggestivo delle ex linea ferroviaria del Sulcis, tornando indietro nel tempo di un secolo ed immaginando le locomotive diesel che sferragliavano tra strette pareti di roccia ed alti viadotti. 

La progettazione di questo tratto ferroviario a scartamento ridotto risale ai primi anni del '900. A causa della prima guerra mondiale essa fu tuttavia messa in opera dalle Ferrovie Meridionali Sarde (FMS) solo nel 1926. Il tratto visitato (tratta da Siliqua a Narcao) fu chiuso nel 1968, a causa della costruzione della diga di Bau Pressiu. Il progetto per una variante della linea che avrebbe permesso di aggirare a monte l'invaso rimase su carta, ciò avviò di fatto il declino e poi la chiusura dell'intera rete FMS sulcitana. 

Il nostro trekking percorre la parte centrale della ferrovia che portava dalla stazione di Campanasissa a quella di Terrubia. Appena partiti entriamo in un breve tratto di galleria e capiamo subito che sarà un'escursione interessante. Passiamo diversi viadotti e piccoli sbancamenti della montagna che ci danno la sensazione di traversare dei mini canyon di rocce rosse. Arriviamo quindi al viadotto più bello quello che passa sul Riu de su Tronu, ma che è conosciuto come il "viadotto del Riu de Fundus". È il più alto e il più bello tra quelli costruiti sull'intera linea, 30 metri d'altezza con 5 archi di 14 metri,  una vera opera d'arte.

Dopo circa un chilometro lasciamo la vecchia ferrovia e deviamo verso nord seguendo s'Ega de su Concali Arrubiu, un tratto del Cammino Minerario di S.Barbara che percorriamo in senso inverso. Una salita sterrata ci porta fino ai ruderi di una grande tramoggia di carico e un po' più avanti troviamo la deviazione verso la miniera Rosas. La salita termina a Ega de Fenugus, da qui il panorama si apre sulle vallate sottostanti e sulle strutture della miniera, una breve pausa contemplativa, poi iniziamo la discesa verso Rosas. 

In questo tratto la strada sterrata taglia la vegetazione boschiva, principalmente lecci, e in questa stagione è facile trovare a bordo strada funghi di vari tipi. Decidiamo di non coglierli anche se il pensiero di un saporito stufato o di una frittura dorata attiva il tarlo della fame, ma è ancora troppo presto per il pranzo. 

Quando arriviamo alle prime strutture dell'area mineraria si capisce subito che il sito è curatissimo e si percepisce l'impegno di chi lo gestisce. La miniera iniziò la sua attività a metà del XIX secolo, vi si estraevano piombo, zinco e rame. La crisi del 1980 portò alla chiusura ed alla successiva riqualificazione a fini turistici. Sono presenti diverse aree sosta, un'area giochi, un bar-ristorante e, poco lontano, l'ostello che intercetta i pellegrini del cammino minerario. 

Vale sicuramente la pena entrare nella miniera, purtroppo i nostri tempi per il rientro non si conciliano con gli orari delle visite guidate. Un motivo in più per tornare ad ammirare il museo geo-mineralogico e storico ed entrare nella galleria di Santa Barbara. Ci accontentiamo per ora di vedere dall'esterno i fabbricati per l’estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio del minerale e sbirciamo dietro le grate da cui partono le gallerie. 

Dopo aver ripercorso i nostri passi per un tratto, sulla via del ritorno deviamo verso l'ex miniera di ferro di Truba Niedda  e la sorgente Mitzarxiu, anche qui possiamo godere di bellissimi scorci sulle vicine vette mentre scendiamo lungo il Riu de Su Tronu. Passiamo quindi sotto lo splendido viadotto sul quale avevamo camminato in mattinata, visto da sotto è ancora più impressionante. L'ultimo tratto ci regala qualche faticoso saliscendi fino al guado del Riu Mannu e le distese di rosmarino fiorito ci accompagnano col loro profumo alla chiusura dell'anello.

Il percorso è semplice, i sentieri lungo il primo e l'ultimo tratto sono puliti e facilmente percorribili. Per tutta la parte centrale si cammina su sterrata ma il panorama aperto e gli splendidi scorci garantiscono un'escursione piacevolissima.


>>TRACCIATO DEL PERCORSO<<