lunedì 19 ottobre 2020

Lungo la Ferrovia del Sulcis verso la miniera Rosas (Narcao)


Ancora una splendida domenica sui sentieri della Sardegna. Lasciamo le auto dopo il ponte sul Rio Mannu che divide i territori di Narcao e Nuxis, in prossimità della diga Bau Pressiu. Nella prima parte del cammino percorreremo il tratto più suggestivo delle ex linea ferroviaria del Sulcis, tornando indietro nel tempo di un secolo ed immaginando le locomotive diesel che sferragliavano tra strette pareti di roccia ed alti viadotti. 

La progettazione di questo tratto ferroviario a scartamento ridotto risale ai primi anni del '900. A causa della prima guerra mondiale essa fu tuttavia messa in opera dalle Ferrovie Meridionali Sarde (FMS) solo nel 1926. Il tratto visitato (tratta da Siliqua a Narcao) fu chiuso nel 1968, a causa della costruzione della diga di Bau Pressiu. Il progetto per una variante della linea che avrebbe permesso di aggirare a monte l'invaso rimase su carta, ciò avviò di fatto il declino e poi la chiusura dell'intera rete FMS sulcitana. 

Il nostro trekking percorre la parte centrale della ferrovia che portava dalla stazione di Campanasissa a quella di Terrubia. Appena partiti entriamo in un breve tratto di galleria e capiamo subito che sarà un'escursione interessante. Passiamo diversi viadotti e piccoli sbancamenti della montagna che ci danno la sensazione di traversare dei mini canyon di rocce rosse. Arriviamo quindi al viadotto più bello quello che passa sul Riu de su Tronu, ma che è conosciuto come il "viadotto del Riu de Fundus". È il più alto e il più bello tra quelli costruiti sull'intera linea, 30 metri d'altezza con 5 archi di 14 metri,  una vera opera d'arte.

Dopo circa un chilometro lasciamo la vecchia ferrovia e deviamo verso nord seguendo s'Ega de su Concali Arrubiu, un tratto del Cammino Minerario di S.Barbara che percorriamo in senso inverso. Una salita sterrata ci porta fino ai ruderi di una grande tramoggia di carico e un po' più avanti troviamo la deviazione verso la miniera Rosas. La salita termina a Ega de Fenugus, da qui il panorama si apre sulle vallate sottostanti e sulle strutture della miniera, una breve pausa contemplativa, poi iniziamo la discesa verso Rosas. 

In questo tratto la strada sterrata taglia la vegetazione boschiva, principalmente lecci, e in questa stagione è facile trovare a bordo strada funghi di vari tipi. Decidiamo di non coglierli anche se il pensiero di un saporito stufato o di una frittura dorata attiva il tarlo della fame, ma è ancora troppo presto per il pranzo. 

Quando arriviamo alle prime strutture dell'area mineraria si capisce subito che il sito è curatissimo e si percepisce l'impegno di chi lo gestisce. La miniera iniziò la sua attività a metà del XIX secolo, vi si estraevano piombo, zinco e rame. La crisi del 1980 portò alla chiusura ed alla successiva riqualificazione a fini turistici. Sono presenti diverse aree sosta, un'area giochi, un bar-ristorante e, poco lontano, l'ostello che intercetta i pellegrini del cammino minerario. 

Vale sicuramente la pena entrare nella miniera, purtroppo i nostri tempi per il rientro non si conciliano con gli orari delle visite guidate. Un motivo in più per tornare ad ammirare il museo geo-mineralogico e storico ed entrare nella galleria di Santa Barbara. Ci accontentiamo per ora di vedere dall'esterno i fabbricati per l’estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio del minerale e sbirciamo dietro le grate da cui partono le gallerie. 

Dopo aver ripercorso i nostri passi per un tratto, sulla via del ritorno deviamo verso l'ex miniera di ferro di Truba Niedda  e la sorgente Mitzarxiu, anche qui possiamo godere di bellissimi scorci sulle vicine vette mentre scendiamo lungo il Riu de Su Tronu. Passiamo quindi sotto lo splendido viadotto sul quale avevamo camminato in mattinata, visto da sotto è ancora più impressionante. L'ultimo tratto ci regala qualche faticoso saliscendi fino al guado del Riu Mannu e le distese di rosmarino fiorito ci accompagnano col loro profumo alla chiusura dell'anello.

Il percorso è semplice, i sentieri lungo il primo e l'ultimo tratto sono puliti e facilmente percorribili. Per tutta la parte centrale si cammina su sterrata ma il panorama aperto e gli splendidi scorci garantiscono un'escursione piacevolissima.


>>TRACCIATO DEL PERCORSO<<


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