martedì 22 settembre 2020

Baunei - Passeggiata sul Golgo / Trekking a Pedra Longa e Pittaine

Il territorio di Baunei è ricchissimo di percorsi mozzafiato e se si vuole camminare sui sentieri in tranquillità nella stagione estiva, evitando sovraffollamenti, si possono scegliere itinerari meno battuti lasciando alla stagione più fresca le escursioni verso le cale più note. È ciò che abbiamo fatto in questo fine settimana di settembre. 

Il pomeriggio del sabato è dedicato ad una passeggiata al Golgo tra Su Sterru e Genna S'armentu, la domenica tutta impegnata in un bel trekking ad anello con partenza da Santa Maria Navarrese verso Pedra Longa, Monte Oro e Pittaine. Quando si dispone di un fine settimana da spendere sui sentieri ma non si riesce ad organizzare una due giorni di trekking è una buona idea dedicare del tempo alla visita di siti d'interesse (archeologico, naturalistico, culturale) nella zona in cui si è deciso di camminare. 

Nel nostro caso abbiamo potuto ammirare "As Piscinas", una serie di vasche naturali di basalto nelle quali l'acqua che ristagna in tutte le stagioni consente agli animali dell'altipiano di dissetarsi. Il contrasto tra la colata basaltica che ha generato queste vasche naturali e il calcare che caratterizza tutta l'area montana di Baunei rende il sito molto interessante. Una brevissima passeggiata a piedi ci porta a Su Sterru, la voragine a campata unica più profonda d'Europa, ben 270 metri separano il bordo boscoso dal profondissimo fondo, impressionante. 

La leggenda vuole che la voragine fosse la tana di un mostro non tanto diverso dai draghi medievali: lo Scultone. Due minuti di macchina per arrivare in zona Genna S'Armentu dove possiamo ammirare una conformazione rocciosa che ricorda le maschere tipiche del carnevale barbaricino, una seconda voragine (Su Sterrigeddu) che si apre non lontana dal sentiero, e il nuraghe Albu. Carichi per la giornata successiva che ci richiederà molto più impegno, beviamo, mangiamo e... ribeviamo.


Il trekking della domenica parte dall'Ostello Belvedere di S.Maria Navarrese, il sentiero che porta a Pedra Longa è semplice ma molto suggestivo e segue la costa regalando un magnifico panorama. Già dopo due chilometri si inizia a vedere Pedra Longa che si staglia in lontananza e da qui resterà sempre visibile per indicarci la prima tappa. Presto anche l'imponente parete di Su Mulone inizia a riempire il paesaggio e attira lo sguardo di chi sogna un'arrampicata. Dal sentiero è possibile accedere alle spiagge di Follò e Sa Trenpa 'e su Lettu, ma noi abbiamo ancora strada da fare. 


Da Pedra Longa l'unico modo di raggiungere l'attacco del secondo sentiero che vogliamo seguire è quello di percorrere circa tre chilometri d'asfalto, troppo orgogliosi per chiedere un passaggio facciamo tutta la salita fino a Uttollo dove imbocchiamo la carrareccia per Monte Oro. Salendo di quota possiamo godere di una splendida vista sulla vallata e su Gennargentu e Supramonte. Arrivati su Monte Oro facciamo una breve pausa per il pranzo e per esplorare i dintorni, la vista si apre anche verso Est, il mare brilla assieme allo stagno di Tortolì e la stanchezza per la salita sparisce in un attimo.

Da qui parte il sentiero che ci porterà a Pittaine, la prima parte fiancheggia il Monte Scoine e man mano che ci si avvicina all'ultima vetta il suolo terroso lascia spazio al calcare a tratti conformato a lame. Arrivati alla croce ci concediamo un breve momento meditativo con lo sguardo che corre dal meraviglioso golfo all'anfiteatro naturale di Pedra Idda, poi percorriamo la ripida discesa verso l'altare di Surrele. Questa parte del sentiero è stata aperta nel 2014 da un gruppo di volontari che ha installato la croce in vetta e (un anno dopo) le varie stazioni della Via Crucis. Oggi è molto frequentata anche da turisti che partendo da S.Maria Navarrese sopportano una dura salita pur di godere di una vista mozzafiato sull'Ogliarta. L'ultima parte del sentiero che ci porta all'arrivo e semplice e ci accompagna in scarico alle auto. 

Questa uscita un po' alternativa tra "gite", sentieri bellissimi, asfalto, mare e montagna, è perfetta per chi voglia trascorrere un fine settimana nella natura senza impegnarsi in un trekking di due giorni e voglia scegliere, in base all'umore o alle proprie forze, quanto tempo impegnare sui sentieri e quanto a crogiolarsi nelle splendide spiagge dell'Ogliastra.



>>TRACCIATO DEI SENTIERI<<

giovedì 3 settembre 2020

Barigadu - trekking dall'oasi di Assai a Sa Crabarissa (Nughedu S.Vittoria - Neoneli)

La conoscenza di nuovi territori, il desiderio di calpestare nuovi sentieri e la meraviglia di scoprire paesaggi sorprendenti e comunità accoglienti è l'essenza del trekking. Ciò rende questa escursione ancor più preziosa rispetto alle mete più note del trekking in Sardegna. Approfittando di un invito dell'amico Giampaolo Miscali, che ci ha accompagnati nello splendido territorio del Barigadu, decidiamo di passare una giornata tra i sentieri di Nughedu S.Vittoria e Neoneli (con piccola incursione in territorio di Austis). 


L'attacco è all'ingresso dell'oasi naturalistica di Assai, qui è possibile incontrare daini e cervi ed ammirare l'aquila reale che nidifica in zona. La ricca varietà faunistica del territorio garantisce piacevoli incontri con animali di varie specie, come la splendida natrice viperina che abbiamo visto nuotare nella fonte Su Fustiarbu. Subito dopo la partenza una bella vista sui graniti del monte Intrecrastos ci fa capire che sarà una bella escursione, ancora un breve tratto di sterrata arriviamo al complesso Sas Olias, ed al piccolo museo naturalistico che vale la pena visitare. 


Poco più avanti un punto panoramico ci concede la vista sulla splendida vallata dove i laghi Omodeo e Benzone riflettono l'azzurro del cielo terso, da qui vediamo anche la prima vetta che dovremo raggiungere: Pranu (M. S. Vittoria). Passato un suggestivo pinnettu in stile barbaricino, diverso da quelli tipici di questa zona che sono costruiti interamente in pietra, prendiamo s'Iscala 'e su Marghinesu per arrivare in vetta. 


Si tratta di uno splendido sentiero in un fitto bosco di lecci, arricchito da grandi conformazioni rocciose estremamente suggestive, che ci porta al vecchio recinto che fino a qualche tempo addietro ospitava i cervi destinati al ripopolamento dell'area, che ora girano liberi nell'oasi naturalistica. Arrivati alla vedetta di Pranu e scambiate due chiacchiere con la guardia, possiamo ammirare lo splendido panorama. Qui attorno, non lontano dal punto trigonometrico segnato, qualche traccia di ossidiana ci conferma che in questo luogo veniva fatta la lavorazione della roccia nera del Monte Arci. 


Proseguendo sul sentiero 511 ammiriamo una buona varietà di vegetazione: pioppi, roverella, quercia da sughero, lecci e raggiungiamo una seconda struttura (temporaneamente chiusa) del museo faunistico dell'oasi di Assai, dove una ricostruzione in scala delle vecchie carbonaie ci fa ripensare alle fatiche dei nostri padri.  Considerato il passo veloce, decidiamo che vale la pena allungare il tragitto per vedere "Sa Crabarissa". Poco prima dell'arrivo a Funtana Assai teniamo la destra proseguendo sul sentiero 511 e dopo un tratto di bosco nel quale scorgiamo alcune aree attrezzate che ci serviranno al rientro per il pranzo, usciamo su un tratto panoramico e ammiriamo spettacolari rocce con strane fogge. 


Arriviamo finalmente al monumento naturale Sa Crabarissa, così chiamato per la sua forma che ricorda una donna che indossa l'abito tipico di Cabras secondo la leggenda innamorata di un pastore di questo territorio ma non corrisposta, quindi pietrificata dal dolore. Il monumento è imponente e spettacolare, è possibile arrivare alla sua base e riposare all'ombra di una grotta formatasi dal crollo di un enorme lastrone granitico. 


Torniamo indietro verso il percorso programmato e prendiamo il sentiero Su Fustiarbu, percorriamo la sterrata fino all'omonima fontana dove ci rinfreschiamo. Dirigendoci verso la chiusura dell'anello arriviamo al museo ed ammiriamo diversi esemplari impagliati della fauna locale, una piccola esposizione di rocce, cristalli e fossili, e una varietà di sezioni di alberi tipici della zona. 


Scambiate due chiacchiere con la guardia al museo chiudiamo l'anello e ci prepariamo, soddisfatti, per il rientro. La degna conclusione di una splendida giornata sarà ad Ardauli davanti ad una birra fresca, a scambiarci impressioni sul territorio.