martedì 17 settembre 2019

Ammappa l'Italia



Ho scoperto solo di recente "Ammappa l'Italia", un progetto di Marco S. Loperfido, conosciuto tramite il documentario BOEZ trasmesso da RAI 3 che racconta il viaggio a piedi sulla via Francigena di alcuni detenuti e la loro ricerca di riscatto.

Il Progetto Ammappa l'Italia si prefigge di costruire una rete di percorsi che garantisca la possibilità di spostarsi a piedi in tutto il territorio italiano grazie alla collaborazione di noi camminatori.

Chiunque voglia contribuire può inviare una descrizione dei percorsi fatti, corredata da foto, tracce GPS e indicazioni tecniche. L'insieme dei dati inviati dovrebbe costituire, oltre alla rete di cammini, una ricca mediateca dove trovare ogni genere di informazione utile per chi intenda affrontare uno specifico percorso.

Notando che per la Sardegna, così ricca di percorsi e trek meravigliosi, sono riportati pochissimi tratti di cammino, ho deciso di partecipare per quel che posso, qualsiasi strumento che renda più piacevole e sicuro camminare nella nostra Isola è benaccetto. 

Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili al link riportato sopra. Buon lavoro a tutti e buon cammino.

martedì 10 settembre 2019

Trekking a Cala Biriola

Cala Biriola
Cala Biriola (o Biriala) è una delle perle della costa di Baunei, situata tra Goloritzè e Cala Luna è raggiungibile a piedi tramite un'impegnativo trekking che parte dal parcheggio dell'Ololbissi Trekking Service, raggiungibile in auto da Baunei attraverso il Golgo. La strada è ben tenuta ma meglio evitare auto troppo basse. 

Iscala 'e fustes
Il tragitto nel Supramonte di Baunei corre lungo l'imponente falesia calcarea ed attraversa boschi di ginepro e lecci secolari che coprono a tratti la vista sul mare solo per aumentare lo stupore quando l'azzurro e il turchese della cala in avvicinamento irrompono prepotenti generando meraviglia.

Scale lungo la parete rocciosa
Il percorso è breve ma impegnativo a causa della pendenza ma soprattutto per la presenza di alcuni tratti più tecnici che richiedono particolare attenzione. Il primo passaggio delicato è su una "iscala 'e fustes", piattaforma di ginepro fissata su una parete verticale percorribile con l'ausilio di un cavo metallico fisso. Poco dopo nella discesa c'è il secondo punto da affrontare con attenzione: una scala metallica in un punto a picco sulla baia, seguita da altra scala in legno. La difficoltà non è alta, tuttavia sconsiglio il percorso a chi soffre di vertigini.



Punto accesso scala
In alcuni tratti, soprattutto nell'ultima parte, è facile lasciare il sentiero. Sebbene sia frequentemente calpestato i segnali sulla roccia non sono evidentissimi, soprattutto in discesa, meglio quindi non distrarsi. Il fondo è perlopiù pietroso, salvo per la parte boschiva e per l'ultimo tratto prima della cala, costituito da terra sabbiosa un po' sdrucciolevole. Si arriva al mare subito a sud della spiaggia, in corrispondenza di un arco naturale di roccia calcarea che funge da porta del Paradiso.


Spiaggia Biriola
Tramite aperture nelle pareti rocciose e passerelle di legno si giunge finalmente a calpestare i bianchi e levigati sassolini che caratterizzano l'arenile e grazie ai quali il mare risplende di tutte le gradazioni del blu. Costume da bagno e asciugamano in microfibra sono dotazioni indispensabili per un trekking in questa cala o in quelle vicine.

venerdì 6 settembre 2019

Il Castello di Quirra



Castello di Quirra
Il Castello di quirra si trova nel territorio comunale di Villaputzu ed è facilmente raggiungibile grazie alle indicazioni sulla vecchia statale 125.  Arrivati sotto il colle che ospita i ruderi si può decidere di iniziare subito la salita a piedi o proseguire in macchina fino al parcheggio situato a metà altezza. L'ultimo tratto della salita è semplice sebbene tortuoso e ripido e regala meravigliosi scorci sia sulla costa sia sulle valli interne.
salita al castello

Il castello è situato a poco meno di 300m sul livello del mare su un massiccio calcareo che domina il territorio circonstante. Dalla sommità la visuale è magnifica e spazia dalla lunga spiaggia di Murtas (fino a poco tempo addietro demanio militare), alle valli da cui si eleva il monte Cardiga sede del complesso minerario di Baccu Locci. Sul versante del colle che si affaccia verso l'interno è ancora visibile la cava da cui venne estratto il materiale per la costruzione della fortezza.

veduta dal castello
Il castello fu edificato nel XIII secolo dal Giudicato di Cagliari con funzione difensiva contro le mire espansionistiche degli altri Giudicati (in particolare quello di Gallura). Passò sotto il controllo aragonese nel 1324 e resistette all'assalto degli eserciti del Giudicato di Arborea e dei Doria che ne tentarono la conquista al fine di assicurarsi il controllo della costa e delle risorse minerarie. Le più note vicende del castello sono tuttavia legate ai Carroz (Carròs, antico casato nobiliare di provenienza valenciana), che nel 1349 ne divennero feudatari (poi conti) con Berengario II Carroz. Le più note vicende della Contea sono tuttavia quelle legate a Violante II Carroz che nel 1469 a soli 13 anni divenne contessa di Quirra (da non confondere con l'ava Violante Carroz figlia di Berengario, che fu coeva ed avversaria di Eleonora D'Arborea).
Come accade per la maggior parte dei castelli, la storia e la leggenda si intrecciano fino legare indissolubilmente un personaggio alle mura, per esaltare in modo più o meno veritiero la storia locale. Per il castello di Quirra il personaggio perfetto è Violante II Carroz "la sanguinaria". Generalmente le donne di potere dell'epoca vengono ammantate dalla leggenda di un'ombra malefica che finisce per aumentarne il fascino, lo stesso accadde per Francesca Zatrillas contessa del castello del Montiferru (Cuglieri). Storicamente Violante condannò a morte per impiccagione il suo prete confessore Giovanni Castanja accusandolo di aver reso nota la sua relazione con il diplomatico catalano Berengario Bertran, per questo fu scomunicata ed arrestata. Le morti dei suoi consorti e dei figli contribuiscono ad alimentare la leggenda di malasorte che la circonda. Si narra che la Contessa morì precipitando da un torrione del castello e finendo in una delle grotte sottostanti, nella quale lei stessa aveva nascosto un telaio d'oro, anche questo aspetto della leggenda è comune: non c'è castello senza tesoro e passaggi segreti. Comunque io uno sguardo in giro l'ho dato, ma di oro neanche una traccia.

NELLE VICINANZE

Ai piedi del castello si può visitare una tomba ipogea detta "sa presoni", riusata in periodo giudicale come prigione del Castello.

Trenino miniera
Villaggio minerario Baccu Locci
A qualche chilometro dal castello si trova il complesso minerario di Baccu Locci, non è consigliabile recarcisi con un'utilitaria, meglio un'auto che possa reggere una strada molto dissestata a causa di evidenti eventi alluvionali. Il sito è stato oggetto di ristrutturazione nel decennio scorso, tuttavia come purtroppo spesso accade, nonostante i fondi stanziati dalla CE, è ad oggi in stato di abbandono (o quantomeno è poco valorizzato). Il paesaggio anche qui è meraviglioso, nel percorso dalla laveria all'ingresso della miniera si può ammirare la diga che garantiva l'acqua necessaria al funzionamento della laveria, lo sguardo poi sale fino alle cenge che seguono i contrafforti calcarei e dominano la vallata.

Tomba dei Giganti
Lungo la strada per le miniere un cartello ci segnala la presenza di una tomba dei giganti, purtroppo lo stato di conservazione non è dei migliori, tuttavia è un segnale incontrovertibile della presenza anche in questa particolare zona di insediamenti dell'epoca nuragica.