mercoledì 4 dicembre 2019

Il Mondo Perduto - Corona Niedda (Montiferru)





Il sogno di ogni appassionato di trekking è quello di avventurarsi in territori inesplorati e scoprire, prima di altri, meraviglie che la natura cela gelosamente. Lo spirito dell'esploratore è forse la qualità che meglio distingue un appassionato dal turista della domenica e la guida entusiasta dall'accompagnatore apatico.

Da ragazzino sognavo di naufragare sull'Isola Misteriosa di Verne, di unirmi ai pirati di Stevenson e, soprattutto, di trovare il Mondo Perduto di Doyle. Beh... l'ho trovato, più o meno. Non parlo di un altopiano del Sud America dai confini pressochè invalicabili e non ci sono certo animali preistorici, si tratta invece di una caldera vulcanica del Montiferru circondata da alte pareti basaltiche, anch'essa quasi inaccessibile senza attrezzatura e celata alla vista di chi si limita a seguire i sentieri.

Non sono certo il primo a capitarci ed il sito è ben noto a chi lavora o ha proprietà in zona, tuttavia il fatto di aver scoperto solo di recente questa perla nel territorio del mio paese (Cuglieri), e che anche molti compaesani non ne conoscano il nome né l'ubicazione, ne aumenta il fascino. 
"Corona Niedda" (corona nera) è, con tutta probabilità, una bocca vulcanica risalente al tardo Pliocene, la conformazione circolare delle grige pareti basaltiche dà  origine al nome. Gli alti bastioni s'infossano racchiudendo una folta vegetazione interrotta solo dal letto del torrente che vi scorre formando scivoli di roccia levigata, piscine naturali e piccole cascate. Le rocce presentano diversi tipi di conformazione, si passa dal tipico andamento colonnare del basalto ai suggestivi "buchi" ed archi nella roccia dovuti principalmente all'attività erosiva di vento ed acqua, fino alle evidenti stratificazioni delle colate laviche.

In questa uscita esplorativa non ci siamo imbattuti nella fauna locale, tuttavia gli evidenti segni del passaggio di cinghiali e mufloni fanno ben sperare in un futuro avvistamento. È ben nota anche la presenza di cervi in questo versante del Montiferru, tuttavia la loro natura schiva e l'estensione dei boschi ne rendono difficile l'avvistamento. Come nel "Mondo Perduto" anche in quest'angolo nascosto di Sardegna gli appassionati botanici potranno riscoprire meravigliosi endemismi tra cui bellissime orchidee.
Lasciando questo scrigno nascosto si può risalire per vedere la valle dall'alto ed esplorare le vicinanze senza restare delusi. Il suono costante dell'acqua che scorre ci accompagna alla scoperta di piccole cascate e canyon difficili da raggiungere. Nelle parti più esposte splendidi dicchi fungono da appoggio per antichi "cuili" e la vista è sempre spettacolare, sia che si rivolga lo sguardo verso bastioni fonolitici come "Sa Rocca 'e Freari", sia che ci si volti verso il mare.


Da questa località è facile raggiungere le cascate di Bia Josso nel territorio di Santu Lussurgiu, ma questo è un altro trekking, un'altra storia per un prossimo racconto.


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