Supramonte di Urzulei - Sa Portiscra, Iradorgiu, Or Murales, Filu Or Barracos

Una splendida escursione in territorio di Urzulei, con una grande varietà di paesaggi, spettacolari panorami e punti di rilevante interesse storico culturale.

La partenza è dall’ingresso dell’oasi faunistica di Sa Portiscra. L’oasi era stata scelta come punto di reintroduzione in natura del Cervo Sardo. Lungo il percorso infatti si incontreranno spesso scalette in metallo che consentono il passaggio dei recinti utilizzati per il controllo della fauna locale. 

I sentieri si snodano tra antichissime foreste, alte pareti rocciose e bianche pietraie. Si incontra un buon numero di ovili tradizionali e si può visitare uno dei villaggi nuragici più grandi della Sardegna.

Alla partenza, nei pressi del presidio forestale, possiamo subito ammirare i primi due dei nove cuili che vedremo oggi. Iniziamo a camminare prendendo la comoda sterrata in direzione Saraghinu che ci accompagna per poco più di un chilometro, poi seguiamo il sentiero 182 sulla sinistra.

Tra macchia e grandi lecci arriviamo alla prima scaletta in metallo che scavalchiamo per tenerci sul sentiero, già si intuisce che parte del percorso sarà su pietraia, per cui consiglio a tutti una buona scarpa che tenga stabile la caviglia. 

Proseguendo sul sentiero incontriamo una seconda scaletta che però non passiamo, la utilizzeremo al rientro per il tratto ad anello che concluderà il percorso. Andiamo invece avanti fino ad incontrare una deviazione a destra per il Cuile Cardu Pintu. L’incrocio non è evidente, pertanto occorre prestare attenzione per non perdersi l’ovile con la vista migliore tra tutti. Anche per arrivare a Cardu Pintu occorre passare una scaletta, sulla destra della quale, un po’ nascosto c’è il sentierino da percorrere.

Tornati sul sentiero principale e svoltato a destra per Cala Luna al primo incrocio, incontriamo il quarto cuile: Sa Tilimba. Sebbene non sia il meglio conservato, ha il vantaggio di essere posizionato su un ampio pianoro perfetto per un bivacco con la tenda. Per chi organizzasse l’uscita giornaliera questo è il punto perfetto per il pranzo al rientro da Iradorgiu. 

Il tratto che segue fino alla nostra meta, è il più panoramico ed emozionante, ma anche il più delicato dal punto di vista tecnico. Resta un percorso escursionistico (E), ma è pur sempre un cammino in Supramonte e non deve essere sottovalutato. Percorriamo una piccola pietraia in buona pendenza ed affrontiamo una discesa abbastanza ripida e un po’ scivolosa sebbene non complicata. In questo tratto bisogna fare attenzione sia a stare in equilibrio e camminare con piede sicuro, sia a non far cadere pietre a valle, in particolar modo se qualcuno cammina davanti a noi (la cosa vale inversamente al rientro). 

Lungo la discesa l’occhio è attirato da una vista mozzafiato su Codula Illune (o Codula di Luna), con guglie, torri e pareti verticali che racchiudono una vallata ricca di vegetazione. 

L’arrivo all’arco naturale di Iradorgiu toglie il respiro, il magnifico arco di roccia incornicia la vallata sottostante e sembra irreale, passati sotto per scattare un centinaio di foto ci concediamo un break e sgranocchiamo qualcosa sotto un cielo diviso in due.

Ciò che aumenta leggermente la complessità del percorso è che tutto il  rientro è in salita, non si tratta tuttavia di pendenze impossibili e la parte più faticosa si percorre tranquillamente in 30-40 minuti. Tornando indietro ci fermiamo ad abbracciare alcuni alberi monumentali e cerchiamo di immaginare somiglianze tra le rocce che abbiamo attorno e animali veri o mitologici. Arriviamo alla scaletta che prosegue l’anello e da qui in costante e leggera salita incontriamo una serie di bellissimi cuili.

Prima Cuile Monte Istangiau, bello e ben tenuto è posto a guardia del sentiero che porta a Punta Su Crabargiu. L’idea iniziale era quella di percorrere anche questo tratto che dovrebbe essere classificato per Escursionisti Esperti (EE), ma calcolati i tempi abbiamo rinunciato, proseguendo verso il cuile successivo: Sa Tuvera, anche questo  ben tenuto e sicuramente frequentato. 

Tra un punto panoramico e l’altro arriviamo al settimo cuile: Serra su Caprargiu. Altra breve pausa prima di ripartire per la deviazione che ci porta al villaggio nuragico di Or Murales. 

Il villaggio è costituito da strutture a pianta circolari raggruppate in diversi isolati adiacenti. L’estensione dell’insediamento non è conosciuta, anche a causa della folta vegetazione che ricopre molte delle strutture. La costruzione si fa risalire circa al 1200 a.C. in base ai ritrovamenti effettuati. 

Una volta visitato il complesso abbiamo deciso di tornare sui nostri passi per poter ammirare gli ultimi due cuili della giornata: Mufrones I e Mufrones II, due costruzioni sorelle affiancate. Da qui in pochi minuti siamo risaliti al parcheggio per l'ultimo sguardo dall'alto su un territorio magnifico.

Prima del rientro l'immancabile birra a passo Silana per chiudere un’altra giornata meravigliosa.

I CUILI

Sa Portisca I
Sa Portisca I
 
Sa Portisca II
Sa Portisca II
 
Cardu Pintu
 
Tilimba

Monte Istangiau

Sa Tuvera

Serra Su Caprargiu

Mufrones I

Mufrones II

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