Da Gutturu Cardaxius a Genna Arenas
Ci sono sentieri in Sardegna che non sono soltanto percorsi nella natura, ma veri e propri viaggi nella memoria dell’isola. Il trekking che attraversa Gutturu Cardaxius, la miniera di San Luigi, Grugua e Genna Arenas è uno di questi: un itinerario capace di unire paesaggi selvaggi, archeologia industriale e spettacolari scorci sulla costa del Sulcis-Iglesiente.
L’INIZIO DEL PERCORSO: DALLA SP83 A GUTTURU CARDAXIUS
La percorrenza resta comunque semplice. Camminiamo su carrarecce e larghi sentieri che in passato servivano al trasporto del minerale, fino a raggiungere la vicina miniera di San Luigi. La sua struttura, con l’alta torre arrugginita e gli edifici ormai instabili, domina un crocevia: da una parte il percorso prosegue verso Grugua, dall’altra taglia verso Planu Dentis. Noi scegliamo la variante più lunga, incuriositi anche da una cava abbandonata che attira immediatamente l’attenzione.
Usciti dal canyon, il paesaggio cambia ancora e lascia spazio alla tipica campagna del Sulcis, dedicata soprattutto all’allevamento. Lungo il cammino incontriamo alcune mandrie di bovini che ci osservano guardinghe mentre attraversiamo i pascoli.
Raggiungiamo quindi il bivio per Grugua e percorriamo un breve tratto a bastone per visitare l’insediamento e cercare di intravedere da lontano Villa Modigliani. Oggi rimangono soprattutto ruderi e strutture abbandonate, ma proprio questa atmosfera sospesa tra isolamento e memoria rende il luogo particolarmente affascinante.
Seguendo l’ampia sterrata possiamo godere di panorami mozzafiato e prendere appunti mentali per future esplorazioni.
Le prime emozionanti vedute sul mare iniziano nei pressi della località Planedda e accompagnano tutto il tragitto verso Genna Arenas. Qui decidiamo di fare un’ulteriore breve deviazione per raggiungere un punto panoramico segnato sulla mappa. Arrivati all’inizio di una strada asfaltata, ci fermiamo per scattare qualche foto alla costa di Buggerru, poi torniamo sui nostri passi e imbocchiamo il primo vero sentiero della giornata che, in discesa, ci permetterà di chiudere l’anello.
Il percorso è semplice e adatto a tutti gli escursionisti. Consiglierei soltanto di evitare le giornate estive più calde: la primavera, senza dubbio, è il periodo migliore per affrontarlo.All’inizio avevo sottovalutato questo itinerario, temendo un trekking monotono e “troppo semplice”. Invece mi sono completamente ricreduto: è un percorso sorprendentemente vario, capace di unire natura, storia mineraria e panorami spettacolari in un’unica escursione. Lo consiglio a chiunque voglia scoprire tanti volti diversi dell'Iglesiente in una sola giornata di cammino.
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