Da Cala Domestica a Buggerru - Trekking ad anello tra mare e miniere

Lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara è possibile, in alcuni tratti, creare percorsi ad anello perfetti per un trekking giornaliero, senza dover organizzare una staffetta tra partenza e arrivo.

In una splendida giornata di sole ho deciso di esplorare una variante della terza tappa: un itinerario che regala panorami spettacolari rientrando lungo le falesie a picco sul mare, nel cuore della costa iglesiente.

Si parte dalla meravigliosa Cala Domestica, che conquista subito con i suoi colori verde-azzurri e il suo fascino storico: dalla torre aragonese che domina la baia, fino ai resti delle strutture minerarie, un tempo punto di carico dei materiali estratti nell’entroterra.

Attraversato il suggestivo tunnel nella roccia che collega le due spiagge, si imbocca il sentiero ufficiale del Cammino Minerario di Santa Barbara lungo il Canale di Domestica. Il percorso si snoda tra ginepri profumati fino al bivio con il CAI 301, dove si devia verso Buggerru iniziando la salita verso l’altopiano.

In questo periodo la macchia mediterranea è un’esplosione di colori: il giallo intenso delle ginestre in fiore e il bianco del cisto accompagnano il cammino fino a Medau Figus e alla sterrata che conduce al punto più alto dell’anello. 

Dal belvedere sopra Buggerru lo spettacolo è assicurato: il porto, la spiaggia e, in lontananza, Portixeddu. Qui una breve pausa è d’obbligo prima di iniziare il rientro. Ci fermiamo nel punto in cui termina il percorso della Via Crucis che dal paese, con alcuni tornanti, risale fino alla croce di vetta.

Iniziamo il rientro ripercorrendo per un piccolo tratto i nostri passi, fin quando la rete di protezione sulla falesia ci consente di spostarci più verso la costa. Troviamo subito un sentierino battuto ma poco evidente, qua e là alcuni omini di pietra ci confermano che siamo sulla giusta via. Gli affacci sulla scogliera sono semplicemente mozzafiato, ma serve massima attenzione, soprattutto nei tratti più esposti e instabili.

L'imprevisto della giornata arriva quando lasciamo il sentiero ed usciamo su una strada lastricata che porta all'ultimo tratto dell'itinerario turistico che attraversa la Galleria Henry. Percorriamo la strada in discesa fino ad arrivare quasi al terrazzamento su cui finivano i binari della struttura mineraria. A questo punto una guida locale con megafono ci intima di girare i tacchi e tornare indietro perché siamo in "proprietà privata". A una nostra osservazione sul fatto che non ci sia nessuna segnaletica di divieto risponde che "c'è una sbarra". 

Ora, senza alcuna vena polemica, farò qualche considerazione che sarà sicuramente utile a chi vorrà seguire questa traccia ma potrebbe esserlo anche per chi gestisce il sito che, a dirla tutta, non è una proprietà privata ma appartiene al comune di Buggerru ed è gestita da guide locali (come ho scoperto dopo). La sbarra di cui si parlava impedisce esclusivamente il passaggio ad automezzi ma non riporta nessun divieto, così come nessun cartello o limitazione interdice l'accesso dalla strada lastricata. Il consiglio, se a qualcuno interessasse, è quello di segnalare meglio il divieto d'accesso, in modo da evitare agli escursionisti situazioni imbarazzanti, se non pericolose. I lettori invece ora sanno che all'uscita del sentiero si deve soltanto attraversare la carrareccia e risalire sul lato opposto per salire al villaggio minerario di Prau Sartu.

Lasciandoci sulla destra la rete che delimita la scogliera e passando oltre le rovine degli edifici minerari, proseguiamo sulla strada che termina con un bastione sul mare costituito da materiali di risulta della miniera (nella traccia pubblicata sotto: "punto d'affaccio"). Bisogna tornare leggermente indietro per prendere un sentiero verso sud. È necessaria un minimo di attenzione per individuare il passaggio sui mucchi di pietre accumulati, ma una volta arrivati alla parte bassa del canale vicino alla rete metallica, si snoda un sentierino che segue la linea di costa. Anche in questa parte del percorso gli omini aiutano molto a tenere la giusta direzione.

Tra un affaccio mozzafiato ed un altro si dovranno attraversare due canaloni: il primo dopo Su Zippiri e il secondo in rapida successione poco più avanti. Questa è forse la parte più impegnativa, il sentiero non è evidentissimo ma può essere facilmente seguito da un occhio allenato. Una volta risaliti la vista si apre a nord verso punta Zippiri e a sud verso punta Su Dentici e il suo arco di roccia. Gli splendidi panorami sulla torre di Cala Domestica non ci abbandonano ed arriviamo sul promontorio che chiude a nord la baia (loc. Portu Casu). 

Da qui la vista è mozzafiato e ci regaliamo qualche minuto per ammirare la baia. Cerchiamo di capire come scendere alla spiaggia, perché alcune tracce che ho scaricato in precedenza sembrano percorrere in disarrampicata la parete vicina a noi, tuttavia questa opzione è insensata considerando che esiste un sentiero che, dopo ottocento metri, ci riporta giù al CAI 301. La via è comoda e facile da seguire, basta un po' di attenzione nel tratto finale più ripido. 

Arriviamo in relax alla spiaggia, contenti di trovare aperto il chiosco bar per la consueta birra di fine giornata. Non attendiamo il tramonto che qui sarà sicuramente mozzafiato, ma non mancherà occasione per ammirarlo durante le prossime uscite su questa bellissima costa.

Un percorso completo, vario e spettacolare, che unisce natura, storia mineraria e panorami indimenticabili.


TRACCIATO DEL PERCORSO


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