Sentiero delle Aquile (Tacchi d'Ogliastra)

Abbiamo fatto questo trekking a inizio dicembre, si tratta di un percorso ad anello lungo la via Gairo Taquisara-Perdu Isu, generalmente conosciuta come "il Sentiero delle Aquile".  Si parte dall'abitato in prossimità della casermetta Taquisara, sul lato opposto della strada parte il sentiero 102 che si snoda in direzione Bruncu Mattedì. 

Il primo tratto attraversa un giovane bosco di pini ma presto la vegetazione si dirada mostrando il panorama sulla valle del fiume e sulla vecchia ferrovia che ne segue il corso. Sul versante opposto è visibile il nuraghe Serbissi che sarà meta di future escursioni.

Qualche albero isolato evidenzia l'aspetto brullo del territorio caratterizzato da fondo calcareo. Il sentiero è evidente e semplice da percorrere, la pendenza in questo tratto è lieve e si incontrano diverse grotte e voragini tipiche dei terreni carsici. La prima che incontriamo è s'Ingurtidorgiu, o grotta Cabu de Abba, poco più avanti dopo aver preso la direzione Nord un'altra voragine si apre a bordo strada protetta da una rete metallica.

Salendo capiamo perché queste vette siano denominate "Montagne della Luna", resta infatti solo l'erba scampata al passaggio di capre e pecore a dare una nota di verde a quello che altrimenti sarebbe stato un paesaggio lunare. Proseguendo sul terreno spoglio lo sguardo vaga sugli splendidi panorami, in particolare su Perda Liana e le montagne circostanti.

Passata punta Genna Oliana, che ci lasciamo sulla sinistra, si scende verso Is Tostoinus dove troviamo uno splendido bosco di lecci. Qui ci fermiamo per visitare il cuile ricostruito e riempiamo le borracce alla fonte di acqua freschissima, passiamo il pittoresco ponticello su un piccolo stagno e cerchiamo il nuraghe Taccu Addai, dopodiché riprendiamo il sentiero 102 che da qui per un tratto diventa Sentiero Italia.

Calpestiamo quasi due chilometri di sterrata sotto gli sguardi indolenti di diverse mucche che sostano sparse su tutta la piana, fino alla biforcazione col sentiero per Perdu Isu che prendiamo sulla sinistra della strada. È un tratto molto suggestivo in salita che tra massi, muschio e lecci porta al nuraghe attraverso splendidi passaggi tra pareti rocciose fino alla vetta, dove possiamo constatare ancora una volta che i nostri avi costruttori di nuraghi sapevano scegliere le località più belle per i loro insediamenti. 

La vista è meravigliosa e Perda Liana svetta a N.O. Ci fermiamo al Nuraghe Perdu Isu per mangiare e riposare un po' e godere del panorama mozzafiato, poi scendiamo per risalire pochi metri più avanti a vedere il pozzo sacro. Alcune fenditure tra alte rocce incorniciano bellissimi scorci. Lasciate le rovine un bel sentiero ci introduce nella Valle dei Tassi, questa è forse la parte più emozionante dal punto di vista naturalistico, grandi tassi ci accompagnano in un canyon tra alti tacchi e bellissimi pinnacoli. 

L'atmosfera è magica e non stupisce che poco più avanti troviamo lunghe torce cerimoniali che probabilmente sono servite per cerimonie religiose, ma studiandole ci piace fantasticare su baccanali pagani e magia delle streghe.

Usciti dal bosco un breve sentiero ci riporta alla strada asfaltata e alla chiusura dell'anello, stavolta considerata la stagione e il freddo la solita birra di fine percorso è sostituita da un tè caldo... naturalmente corretto con abbardente.


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