venerdì 17 gennaio 2020

Scegliere la giusta scarpa da trekking


La scelta delle scarpe, o meglio degli scarponi da trekking è molto personale, uno degli aspetti fondamentali è infatti la calzata, ciascun piede richiederà la sua scarpa in base alla conformazione ed al passo del camminatore. È quindi ovvio che lo scarpone perfetto per me non sarà necessariamente il migliore per tutti. Purtroppo il confort non può essere valutato soltanto indossando lo scarpone in negozio, lo si può testare solo in cammino, mettete quindi in conto la possibilità che il vostro primo paio di scarpe potrà non essere quello definitivo. Ciò detto però esistono dei criteri generali di cui è bene tener conto nella scelta.

Qualità dei materiali

Mai scegliere una scarpa in base al prezzo, anche se siete trekker occasionali non dite a voi stessi: "tanto le userò poche volte, non vale la pena spenderci troppo", perché potreste pentirvene a metà cammino ed anche perché una buona scarpa da trekking può comunque esservi utile in mille occasioni. È possibile che una scarpa economica sia di buona qualità ma in base alla mia esperienza questo è veramente raro. Se acquistate una scarpa di bassa fascia controllate con attenzione le recensioni degli esperti di settore (ci sono tanti siti utili, magari diffidate di quelli che vogliono vendervi qualcosa. Posso consigliarne uno tra tanti: outdoortest.it). Allo stesso modo il prezzo alto non è necessariamente garanzia di qualità, mi è capitato che scarponi da 200 Euro si siano rotti alla prima uscita. Il consiglio è quello di provare il confort al piede di diversi modelli e scegliere tra quelli più confortevoli il marchio che garantisce la migliore qualità (in base alle informazioni che trovate in rete o, meglio ancora, alla competenza del vostro rivenditore di fiducia). 
Nota importante: lasciate perdere l'aspetto "fashion" della scarpa. Non state andando all'opera, non comprate mai una scarpa per escursionismo perché è carina ed ha le strisce fluo, preferite un cesso di scarpa che vi riporti a casa alla fine del cammino.


Componenti della scarpa

Suola.
Il battistrada dello scarpone deve garantire trazione, stabilità, sicurezza, grip. A ciò contribuiscono forma e materiali. Per quanto riguarda la forma generalmente il fondo presenta scanalature e chiodi (chiodi=tacchetti), sufficientemente marcati da garantire stabilità in terreni fangosi e grip su roccia e superfici scivolose. Il tacco contribuisce ad una maggiore sicurezza in frenata nelle discese, non è sempre presente ma sarebbe bene ci fosse. Buona parte delle suole presentano una corona esterna anteriore di chiodi grandi per la stabilità ed una serie di chiodi interni più piccoli che assicurano maggiore aderenza e trazione. Tutte le suole dovrebbero avere rinforzi anteriori e posteriori per favorire arrampicata e discesa su roccia. Per quanto riguarda i materiali ci sono ormai diversi brevetti che assicurano la resistenza e la durata delle suole da trekking, non solo il Vibram che tutti conosciamo certifica la qualità della gomma. È fondamentale che nelle scarpe che acquistate il fondo sia composto da uno di questi materiali. Un buon battistrada garantisce l'assorbimento delle vibrazioni da passo e attutisce gli urti, evita tagli nei passaggi su rocce affilate e mantiene un buon isolamento termico. 

La parte interna della suola (midsole), quella più vicina al piede, è realizzata in materiale più morbido (es: poliuretano) ed aiuta ad assorbire gli impatti aumentando la nostra resistenza e salvaguardando le articolazioni. Meglio evitare suole troppo rigide come quelle da alpinismo o troppo flessibili e meno stabili, è bene cercare un buon compromesso in base alle nostre esigenze. La soletta interna aumenta il confort e la tenuta del piede evitando che si muova dentro la scarpa durante il cammino, può essere sempre sostituita con uno qualsiasi dei modelli anatomici presenti sul mercato.

Tomaia.
La tomaia è importante quanto la suola, ma la scelta è più soggettiva. Una tomaia in pelle è adatta ad ogni tipo di percorso ma ha una traspirabilità bassa. Per contro una copertura tecnica in materiale sintetico può essere più adatta a climi caldi se studiata per garantire la massima traspirazione del piede. Un piede umido è infatti più soggetto ad escoriazioni e vesciche. 

Io generalmente utilizzo scarpe con tomaia sintetica o mista, anche se mi sono trovato in situazioni in cui, col senno di poi, avrei decisamente preferito avere la copertura in pelle. Pubblico qui di seguito il video di una mia disavventura.



Preferite sempre una scarponcino alto in quanto è indispensabile proteggere la caviglia, una semplice storta vi può mettere in una brutta situazione. Anche se molti vantano la "libertà" concessa da una scarpa bassa meglio lasciar perdere. La scarpa alta tiene inoltre il piede più asciutto in presenza di pioggia o fango. Se proprio uno scarpone alto vi risulta insopportabile scegliete una "mid", è un compromesso che garantisce comunque una discreta protezione ed è molto adatta a cammini di lunga percorrenza che non hanno alta difficoltà tecnica.

Compito fondamentale della tomaia è tenere il piede sicuro ed asciutto. Questa seconda caratteristica, essenziale per una scarpa da trekking è garantita da membrane interne come il GoreTex che permettono la traspirazione ma non fanno entrare l'acqua. La sicurezza del piede è invece affidata a due fattori: la robustezza delle protezioni (quindi materiale resistente e rinforzi anteriore e posteriore), e la tenuta. Il piede deve essere stabile fermo ma non costretto e solo una tomaia ben progettata può garantirlo.

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